Il rione di Garbatella

Alla Scoperta del Rione di Garbatella

Il Rione Garbatella, dalle case giardino e dei lotti, quella dimensione surreale in cui borgata e incanto si alleano contro le insidie del tempo.

Strade e angoli nascosti tanto amati anche dal cinema e dalla tv, che però non sono riusciti a modificare la Garbatella, la quale si è opposto rivendicando la sua natura tradizione.

Le ragioni per cui Garbatella è ancora un’oasi fuori dal tempo – incastonata fra il traffico della Colombo, di Circonvallazione e di via Ostiense collegate dal futuristico ponte in memoria di Settimia Spizzichino.

Include anche la ristorazione d’elite di Eataly nel rigenerato Air Terminal della Stazione Ostiense e l’edificio postmoderno della Regione Lazio – sono varie.

Garbatella e la sua tipicità

Sta di fatto che, Il rione Garbatella, dopo cent’anni, questa resta una delle poche zone della Capitale dove ancora abbonda la possibilità di passeggiare senza riempirsi gli occhi di esercizi commerciali hip o turistici.

Uno di quei quartieri in cui il massimo della caciara lo fanno le esultanze di quando segna la A.S. Roma, la musica delle feste di quartiere e i rumori in lontananza delle arterie principali.

Non siamo distanti dal centro, non ancora in periferia.

Se però da Piazza Sant’Eurosia ci si inoltra sotto l’archetto che porta in via Antonio Rubino fino a Piazza Sapeto, o da Piazza Bartolomeo Romano si imbocca Via Luigi Orlando e poi Via della Garbatella, o entrando in una delle porte principali, dei lotti più antichi, beh, più che in centro o periferia, vi sembrerà d’essere fuori da questo mondo.

Tratti storici del Rione Garbatella

Leggenda vuole che Garbatella dovesse essere il cuore e il colle scelto da Remo per la sua Remuria – e tra sepolcreti, rupi e cisterne, di ruderi risalenti all’epoca romana è pieno il quartiere.

È qui che, su volere degli urbanisti umbertini guidati dall’illuminato Paolo Orlando, il 18 febbraio 1920 veniva messa la prima pietra della città giardino ispirata al modello inglese.

Serviva per accogliere in villini a misura d’uomo con orti, giardini e spazi comuni i lavoratori della zona industriale di Ostiense e San Paolo

È qui, in piazza Brin, che col sacco della cooperativa inizia anche l’eterno conflitto tra la borgata e il fascismo.

Perché la Garbatella di oggi è ancora legata indissolubilmente alla sua storia, è un’evoluzione di quell’identità.

Il quartiere che ieri mal tollerava i discorsi del duce nel Cinema Teatro Garbatella (oggi Palladium), che nascondeva gli ebrei e i dissidenti del fascismo.

Il rione inoltre esponeva le bandiere rosse alle finestre quando nel ’50 i missini attaccavano (fallendo) la sede del Partito Comunista Italiano, l’ancora oggi (r)esistente La Villetta.

Nel 1970 i giovani scendevano in piazza contro le guerre americane li nascondeva e proteggeva dalle cariche della polizia come fossero tutti suoi figli.

Garbatella oggi

Borgata rossa, ma la Garbatella oggi è il cuore dell’esperimento “Municipio Solidale”, una sorta di rete sociale.

A Roma, questo è il quartiere della resistenza.

E non solo quello della “R” maiuscola.

Nonostante le fiction e il rinnovato interesse degli ultimi anni per le sue peculiarità storiche e urbanistiche, la borgata resiste alla gentrificazione – complice non solo l’indole rilassata del territorio e dei suoi abitanti.

La Garbatella resiste alla cementificazione e anzi risponde con la riqualificazione.

Ad esempio i meravigliosi Orti Urbani di via Rosa Raimondi Garibaldi, espressione di una cittadinanza che ha lottato a lungo affinché non sorgesse un supermercato o un parcheggio a tre piani.

Molto verde per tutti, o la biblioteca Moby Dick, nei vecchi spazi dei Bagni Pubblici, per cui il quartiere si è battuto per anni affinché non fossero lasciati abbandonati.

Per molti aspetti, Garbatella resiste pure alle fratture generazionali, con i vecchi esercizi commerciali storici – dai vini sfusi alle trattorie fino ai fornai, le pasticcerie e i barbieri – affiancati a realtà più giovani.

Nel Rione Garbatella sono nati Enrico Montesano, Gigi Proietti, Valerio Mastandrea, Enzo Staiola e Maurizio Arena, dove ha vissuto Sordi e Pasolini , è il quartiere di Roma più amato dal Nanni Moretti.

Ancora oggi qualcuno vi chiederà indicazioni per il bar dei Cesaroni e la notte intercetterete i set cinematografici su via Cravero, eppure Garbatella non è un quartiere che si nutre di memoria e finzione.

C’è l’attivismo e la partecipazione per grandi e bambini de La Villetta e de La Strada, di Casetta Rossa e degli Orti Urbani, di associazioni decennali come Controchiave e la Città dell’Utopia.

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